lunedì 18 dicembre 2017     |


Geografia e attualità

Inviato da: M T
22/01/2010 11.53

di RM e MT

Forse qualcuno rammenterà i libretti delle istruzioni. Quelli veri, intendiamo, che venivano consegnati agli acquirenti, generalmente di oggetti tecnologici, circa una trentina d’anni fa, forse di più. Erano delle piccole enciclopedie, magari scomode, pesanti, ma, dentro, ci trovavi tutto quello che serviva per far funzionare la diavoleria appena acquistata.

 

Per questo venivano conservati gelosamente, in qualche cassetto o ripostiglio, e consultati con attenzione alla bisogna. Un avveniristico TV color appena sfornato dalle prestigiosissime (e inarrivabili) marche tedesche – venti pollici, quaranta chili circa – aveva un’ottantina di pagine (in italiano, ovviamente) per spiegare l’uso delle sue tre (tre) manopole e quasi altrettanti pulsanti. L’utente doveva essere informato su tutte le meravigliose e innovative potenzialità tecnologiche ed essere messo in grado di farle fruttare al meglio.

 

Poi, piano piano, con quella velocità impercettibile grazie alla quale le cose succedono senza che tu te ne accorga, mentre le funzioni dei televisori, dei loro telecomandi, ma persino dei frigoriferi, delle lavatrici e dei telefoni aumentavano mostruosamente, i libretti delle istruzioni hanno cominciato a rimpicciolirsi. Il linguaggio era sempre più involuto, meno comprensibile. In sempre meno pagine si sarebbe dovuto comprendere un marchingegno molto più complesso. Fino ad arrivare a una vera e propria resa.

 

È esperienza diretta, di poche settimane fa, l’acquisto del telefono cellulare più innovativo, complesso e costoso del mercato. Dentro la scatola un foglietto minuscolo, tutto ripiegato su se stesso. Una volta aperto, ecco le istruzioni illuminanti: “per accenderlo il bottone è questo; per caricarlo il cavo, dalla spina, si attacca in questo buco. E basta.

 

Com’è successo? È, ci spiegano, tutta una questione di costi. I manuali sono una grossa spesa per le aziende: non sembra, ma tra carta, impaginazione, esperti che lo scrivono e traduzioni, volendo farlo veramente comprensibile e approfondito il costo rasenterebbe quello dell’apparecchio di ultimissima generazione. Allora si va al risparmio e, se davvero vuoi cercare di capire quali sono le funzioni per le quali hai pagato così tanto questo attrezzo, e magari come si utilizzano, devi prima tentare di far funzionare un manuale su CD-ROM (peccato, è una vecchia versione), e poi chiamare un call center dove qualcuno, impermeabile ai problemi concreti, ti leggerà minuziosamente il contenuto del CD o di un sito internet. Non certo per copa sua, intendiamoci: deve rispondere a domande su centinaia di prodotti...

E così ti passa la voglia di usarlo, oppure di sfruttarne al massimo tutte le capacità, che pure potrebbero darti parecchi vantaggi. Taglia (le pagine), che ti passa (la voglia di capire).

 

È la legge dell’economia, baby: ti troverai con uno strumento costosissimo, che potenzialmente può fare mille cose, e faticherai a fargliene far bene una.

 

Ma che c’entra questo con la scuola o con la geografia? C’entra. Accade che, nei secoli, il mondo si sia enormemente complicato: gli esseri umani si spostano a milioni da una parte all’altra del globo – o almeno ci provano -; i flussi di materie prime si spostano con logiche esoteriche (sapete che si vendono mele cinesi in Val di Non, a un prezzo molto più basso di quelle locali?); ciò che abbiamo attorno non viene più, in prevalenza, dal nostro Paese, ma da parti lontanissime del mondo. L’inquinamento si disinteressa di barriere e confini; fiumi e laghi rischiano di scomparire per l’eccessivo uso umano, per non parlare delle calotte polari; intere foreste scompaiono nel giro di pochi anni, portandosi via innumerevoli specie animali. Neppure le stagioni, ormai si sa, sono più “quelle di una volta”. Insomma, il mondo è molto, molto più complesso che nel passato.

 

E il “libretto delle istruzioni”? Quello dovrebbe fornircelo la scuola. La formazione e le informazioni dovrebbero aumentare, assieme alla complessità del mondo, per metterci in condizione di comprenderlo, di vivere in maggiore armonia con l’ambiente e di utilizzare al massimo tutte le possibilità che la complessità può offrire per costruire uno sviluppo umano durevole e sostenibile. Maggiore complessità, maggiore formazione, più ore di scuola. Qual è, invece, la risposta? La miglior cosa che viene in mente è tagliare, tagliare e ancora tagliare. Nello specifico, tagliare ore di scuola per risparmiare. Anche qui il “manuale” si va assottigliando…

Ma sarà un vero risparmio quello che toglie alle giovani generazioni i mezzi per comprendere ed attivare le potenzialità di sviluppo? In questa epoca una delle prospettive più promettenti è quella di collegare l’informazione ai luoghi: si paga, e tanto, l’informazione che serve, al momento giusto, nel posto giusto. Pensiamo a tutte le possibili connessioni tra geografia e informatica: dal turismo alla cultura, dalla mobilità ai servizi, locali e globali. Ma pensiamo anche al territorio, raramente compreso, ancor meno valorizzato ma pur sempre presente in ogni discorso “impegnato”. E a tutti gli elementi di complessità con i quali dobbiamo confrontarci per costruire realmente una società multiculturale; con gli strumenti giusti la complessità vuol dire valore; senza, significa solo grossi guai. Ma sì, “taglia che ti passa!”: anche in questo caso, ti passa la voglia di capire, conoscere, approfondire. E rischi di diventare un cittadino più povero, certamente di strumenti di comprensione ma anche di prospettive.

 

Poiché su Luogoespazio ci siamo ripromessi di non pubblicare semplici opinioni ma, piuttosto, approfondimenti e analisi che possano rappresentare “notizie” utili al dibattito pubblico, proviamo anche qui a dar conto di una notizia che, in questo caso – e ce ne scusiamo – ci riguarda anche direttamente. La notizia è che i geografi, per professione o anche per diletto e per passione, si stanno mobilitando per manifestare dissenso nei confronti del progetto di forte riduzione dell’insegnamento della geografia tra gli insegnamenti scolastici. Questa mobilitazione si sviluppa su impulso dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e delle altre organizzazioni disciplinari – come ad esempio la Società Geografica Italiana, l’Associazione dei Geografi Italiani, la Società di Studi Geografici di Firenze, il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici – ma si sta rapidamente allargando ai più diversi ambiti sociali e culturali. Concretamente questo dissenso si manifesta nella sottoscrizione di un appello/petizione (fai click QUI) che sottolinea l’importanza degli strumenti di conoscenza propri della geografia, pubblicato proprio su luogoespazio.info.

 

Infatti la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei Licei e degli Istituti tecnici in via di definizione si basa principalmente, come si è ricordato, su una forte diminuzione del monte ore settimanale, con inevitabili effetti anche sui contenuti didattici dei nostri Istituti superiori. In questo contesto, la situazione della Geografia si fa sempre più difficile. Il Consiglio di Stato ha dato via libera al Ministro, che presto porterà in Consiglio dei Ministri la Riforma. Nel biennio dei Licei la disciplina avrebbe 3 ore da condividere con storia, ma a quanto sembra si potrebbe scendere addirittura a due. Per gli Istituti Tecnici e Professionali la situazione è per molti versi ancora peggiore. Negli Istituti Tecnici è quasi del tutto assente, generando paradossi talmente gravi da apparire quasi comici: non è più presente in Trasporti e logistica (ovvero negli - ex istituti Nautici: ve lo immaginate un professionista della nautica che non abbia mai sentito parlare di geografia? definirlo "spaesato" sarebbe poco...) e viene ridotta in quelli del Settore economico, amministrazione, finanza e marketing. Anche nei Professionali manca completamente.

 

Le continue sollecitazioni presso gli organismi e le Istituzioni competenti e le audizioni alla Camera e al Senato (rispettivamente nella Commissione Cultura e nella Commissione Istruzione, Beni Culturali e Ricerca Scientifica, impegnate nella discussione e approvazione dei Regolamenti della Riforma) non hanno finora ricevuto grande ascolto. Per questo si è allora deciso di ricorrere a una mobilitazione dell’opinione pubblica, chiedendo di sottoscrivere l’appello, al quale in meno di 48 ore hanno risposto quasi 2.500 persone (numero che cresce continuamente), tra cui Ilvo Diamanti, autore anche di un interessante articolo sulla questione; Gino Latorre (Rettore dell’Università della Calabria); l’architetto Paolo Portoghesi, Folco Quilici e Jean-Bernard Racine, illustre geografo francese.

 

E ci scusiamo per non averne citati molti altri: lo faremo prossimamente, dando conto degli sviluppi dell’iniziativa e pubblicando sul sito tutti i sottoscrittori (senza, ovviamente, le loro email). Numerose anche le associazioni, pure straniere, come la Royal Geographic Society di Londra, la Società Geografica Ungherese e tantissime altre.

 

La cosa più difficile è stata far comprendere ai nostri colleghi stranieri, i cui paesi investono nella scuola e nella ricerca come strada per uscire dalla crisi, che non si trattava di uno scherzo: stiamo davvero tagliando il “libretto delle istruzioni”!

Tags:

31 commenti...

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Sono un docente universitario di Topografia antica, disciplina a carattere archeologico che studia il territorio nel passato. Da alcuni anni la preparazione in Geografia degli studenti che provengono dalla scuola superiore è quasi nulla. Non conoscono la geografia fisica, né tanto meno quella politica; parlare loro della geografia antica o solo localizzare le regioni del mondo antico (anche quando hanno lo stesso nome delle attuali) è vano. Ben pochi sanno dove si trova la Siria o la Mesopotamia, nonostante gli avvenimenti recenti; se aggiungiamo a questo la scarsa conoscenza della storia ne risulta che la civiltà antica galleggia in un non spazio e non tempo, come se fosse una creazione della nostra mente.
Per questo aderisco all'appello, sia pure con scarsa fiducia sulla possibilità di essere ascoltati.

Da Oscar Belvedere a   24/01/2010 10.50

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Grazie davvero per l'adesione! Più la storia si accumula, più il mondo diventa complesso, più ci sarebbe bisogno di conoscere e approfondire, anche per rendere il presente e il futuro migliori.
Pare invece che si vada in direzione contraria, tagliando e ritagliando.

Per comprendere contrasti, tensioni e guerre attuali non si può non conoscere l'evoluzione degli spazi. I contrasti che spesso passano per essere di carattere culturale o religioso sono in realtà, almeno per la maggior parte, dovuti all'uso dello spazio e alla relativa territorializzazione.

Se è vero - come è vero - che la conoscenza rende liberi, chiunque ha una responsabilità di insegnamento è un "operatore di libertà", individuale e collettiva. Questo proviamo a fare e questo faremo sempre, non nell'interesse di questa o quella disciplina ma in quello della società, intesa in modo più ampio possibile.

Ancora grazie!

Da Tabusi a   24/01/2010 11.04

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Salve,
mi sono laureata in geografia e ora sto per completare un dottorato in pianificazione. Ho sottoscritto la petizione, e questo mi ha permesso almeno di conoscere questo sito.
Non posso che concordare nella protesta che riguarda la scuola pubblica e l'insegnamento della geografia. D'altra parte, se penso a come è stata insegnata a me al liceo, non posso che limitarmi a un timido... "era comunque meglio che niente"... ma poco più.
Penso quindi che la protesta sia legittima, e necessaria; ma che a questo dovrebbe seguire un serio ripensamento
del ruolo che possono avere i geografi nella comprensione e nell'azione nel mondo, insieme alle altre discipline che si occupano di territorio, di città, di "spazi", di convivenza, di sviluppo, e che, per la mia breve esperienza, hanno estremo bisogno di categorie concettuali più meditate, anche se spesso non se accorgono. La metafora degli oggetti sempre più complessi rispetto ai quali la comprensione sembra "arrendersi" mi pare perfettamente calzante.
Siamo in un Paese che mi sembra abbia estremo bisogno di geografi, se penso, ad esempio, alle semplificazioni e alle banalizzazioni delle risposte alle domande di sviluppo che provengono dai territori. Ma abbiamo bisogno di geografi capaci di interagire, di lavorare nei e coi territori, senza chiuderci, come mi sembra ci sia la tendenza a fare, nel lamento per non essere ascoltati e nelle università.
Credo sinceramente che la stessa distinzione tra teoria e pratica, in cui la geografia sarebbe un sapere soprattutto descrittivo e poco operativo, sia un mito, una fantasia da superare: non c'è niente di più pratico di una teoria capace di farci guardare le cose in modo diverso. E forse è da questo che si dovrebbe ripartire, perchè di "sguardi diversi", costruiti insieme, c'è estremo bisogno.
E dunque, anche la riduzione delle ore di geografia dovrebbe essere vista per quello che è: cioè come parte di un indebolimento miope (nella migliore delle ipotesi) dell'istruzione pubblica. E penso che la difesa delle "ore di geografia" dovrebbe essere strettamente unita a progetti più ambiziosi, collettivi, in cui la scuola pubblica è il centro dell'attenzione.
Intanto grazie per l'attenzione suscitata, e per il sito come luogo di scambio, utilissimo.
Saluti,
claudia

Da Claudia Meschiari a   24/01/2010 16.05

LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!"

Anch'io sono laureato e dottorato in geografia e non conoscevo questo sito. Purtroppo l'occasione che mi ha permesso di visitarvi non è delle migliori. Ad ogni modo ho firmato la petizione e mi accingo a divulgarla tramite il mio blog.
Grazie e auguriamoci un migliore futuro per la geografia.
Daniele

Da passegua a   24/01/2010 20.31

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Grazie, Massimilano, del Vostro impegno!
Sono felice di avere dato il mio piccolo contributo!
Speriamo che tutti insieme riusciamo a farci ascoltare!
Complimenti a Voi e di nuovo GRAZIE!
Lilia

Da Lilia Andreata a   25/01/2010 11.57

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Insieme alla geografia, sosteniamo anche la matematica e le scienze!!! con la nuova riforma saranno soppresse le sezioni che seguono il metodo Brocca che prevede il potenziamento di queste materie!!! cosi' si recupera il gap nelle materie sceintifiche dimostrato dai nostri ragazzi e si sostiene la ricerca!!!

Da Maria Ciaramella a   25/01/2010 11.58

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Salve, premesso che sono contro la "morte" di ogni materia di studio, purtroppo per la Geografia, ricade nell'ambito di quelle materie in cui l'evoluzione dei tempi la soppianta. Ci perde sicuramente la cultura, ma in questo mondo, dove l'efficentismo e il risparmio del tempo la fanno da padroni, lo studio della Geografia, come siamo stati abituati a fare, è oramai obsoleta. Prendo il mio esempio (55 anni), perito industriale, ai miei tempi l'unico strumento veloce ed economico per fare calcoli era il "regolo calcatore"; se chiedete oggi ad un ingegnere cos'è risponde boh! Surclassato da velocissime calcolatrici e PC. Oggi mi occupo di un lavoro dove la Geografia potrebbe ritornare utile (impianti fotovolatici, solari termici ecc.) dove coordinate geografiche LON e LOG, azimuth,tilt, punti cardinali ecc, ti dicono dove installare un impianto; beh ci sono strumenti che all'istante ti dicono dove sei e come sei orientato (GPS, Google hearth ecc.). Per fare la stessa cosa con i vecchi metodi, dovrei portare appresso una valigia di documentazione ed attrezzature!

Da Roberto da Roma a   26/01/2010 14.29

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Insegno da anni questa bellissima e attualissima disciplina che a mio avviso rappresenta l'unica possibilità concreta per i giovani di rapportarsi alle problematiche della società contemporanea. Sono Laureata e abilitata anche in Filosofia, ma è la Geografia che mi aiuta nella gestione delle informazioni quotidiane. I giovani ne sanno davvero poco di ciò che li circonda vogliamo continuare cosi? accomodatevi pure molto tardi vi accorgerete delle mancate opportunità fornite ai giovani...

Ada da Cosenza

Da Ada Giorno a   27/01/2010 0.47

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Sono una docente di Scuola Superiore di II grado e insegno geografia negli istituti professionali turistici, aziendali e commerciali.E' una disciplina che si presta a più letture, ci permette di comprendere e calare nelle dinamiche complesse del nostro tempo.L'attuale scenario internazionale è caratterizzato dall'interdipendenza delle economie e dall'intensità degli scambi a tutti i livelli,dalla rapidità dell'informazione e dei progressi scientifici e tecnologici, dalla globalizzazione delle merci e dai consumi delle migrazioni e dalla mobilità delle persone tra continenti e paesi.Per poter capire fino in fondo tutto ciò i ragazzi hanno bisogno di una chiave di lettura e di una accurata decodificazione dei messaggi che ricevono tutti i giorni.Ebbene,questa disciplina ci permette di interagire e riflettere dando strumenti per comprendere tutte queste problematiche che sono parte integrante del momdo in cui viviamo. Nel corso degli anni, la geografia, è stata sempre trattata come una cenerentola e non è stata mai considerata con attenzione la sua valenza formativa.Chiedo che la disciplina venga considerata alla pari delle altre materie e che la si riconosca propedeutica per la comprensione delle problematiche contemporanee.Mi appello a tutti coloro che fanno parte del gruppo di lavoro della nuova Riforma, affinchè venga rivista nella sua interezza e possa essere proposto un reinserimento della disciplina in tutti gli indirizzi scolastici.I giovani di oggi sono collocati ina una dimensione globale e quindi è necessario che ne comprendano le dinamiche e sappiano interagire in modo costruttivo e proficuo con essa.Auspico che questo mio accorato appello venga accolto.
Con stima prof.ssa Stanziola Filomena

Da Stanziola Filomena Pontassieve(fi) a   27/01/2010 0.49

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Posto un breve intervento direttamente dal gruppo per rispondere a Roberto da Roma.
Roberto grazie per il tuo interesse e per la tua, credo probabile adesione. Prendo il tuo messaggio come esempio perfetto della logica che ha legittimato negli anni la penalizzazione della geografia nel curricolo italiano, ovvero ritenerla unicamente materia strumentale al posizionamento sulla carta di punti, fenomeni, oggetti, relazioni. Oggi è chiaro, anche se nulla è mai veramente chiaro e definitivo, che esistono ben altri strumenti che assolvono bene il compito tradizionalmente deputato alla geografia nella scuola ante-1985. E' molto meno chiaro tuttavia che la posizione della geografia all'interno del curricolo non si deve ricondurre al compito di cui tu parli, bensì al suo essere la disciplina che meglio problematizza i fenomeni che avvengono nello spazio e che dota i futuri di un bagaglio conoscitivo e interpretativo indispensabile a capire che tali fenomeni vanno sempre letti nello spazio e da diversi punti di vista.
Stefano da luogoespazio.info

Da Malatesta a   26/01/2010 17.50

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Sig. Roberto da Roma, l'ignoranza (voce del verbo ignorare) permea la tua lettera. Non ci sono nè programmi nè macchine che sopperiscano alla conoscenza. Se non sai (per tuo sapere) cosa è la latitudine o la longitudine che il tuo strumento ti dà come coordinate del posto in cui ti trovi, o meglio se non sai come fare a calcolarle nel caso ti trovassi a confrontarti con il mancato funzionamento del tuo costoso strumento elettronico e dovessi procedere con il metodo della lettura diretta, caro amico saresti bell'è fritto. A cosa varrebbe la presenza di un programma se il suo utilizzatore non è in possesso delle conoscenze teoriche che gli fanno comprendere quello che sta facendo?. Il regolo per esempio era uno strumento di calcolo, in parole povere una calcolatrice da tasca, macchinoso quanto si vuole, ma che provetti ingegneri, geometri e periti utilizzavano perchè non c'era altro per fare calcoli difficili in modo "veloce". L'avvento delle calcolatrici scientifiche tascabili e programmabili lo hanno reso assolutamente obsoleto e giustamente dimenticato. Uno strumento che viene sostituito da un altro. Così come avviene con tutti gli strumenti elettronici anche di uso domestico. Ma se non sai perchè ti occorre calcolare il coseno di un angolo, o il logaritmo di un numero per risolvere un teorema o una espressione algebrica, a cosa ti serve la tua preziosa calcolatrice?
E' proprio il ragionare come il tuo che sta portando la cultura, nel senso più largo del termine, a ramengo. Per allargare il tuo insulso discorso, cosa serve conoscere la storia quando per sapere cosa avvenne nel novembre del 1571 basta colsultare un PC e trovare la risposta esatta? Allora come e perchè dovremmo sapere da dove viene il sapere se basta colsultare un qualsiasi strumento (libro, pc, teodolite, vocabolario) per avere conoscenza che una cosa esiste e cosa vuole dire? Ma allora è a questo che si riduce la cultura? Quando ascoltiamo e vediamo in TV giornalisti, politici, gente comune o altra categoria che a semplici domande di cultura generale rispondono bestialità che suscitano l'ironia del commentatore di turno e per riflesso (ebete) anche la nostra?(tipo dove si trova Auschwitz? e la risposta è stata Lombardia) cosa diciamo, è colpa dei tempi? A quante domande di cultura generale in giochi televisivi sai rispondere caro amico? Ti sei reso conto che proprio su quelle di geografia o storia cadono l'80% dei concorrenti? E cosa diciamo poi dei concorsi anche di laureati (senza fare nomi gli avvocati) che di bestialità in bestialità non riescono a superare i test di ingresso di concorsi di Stato che, in apparenza, dovrebbero essere appannaggio di uno scolaro di 3^ media? La geografia non è fatta solo di azimut, paralleli e meridiani, di capitali di Nazioni, di carte fisiche e politiche, di razze, di clima, di flora, di fauna, di economia, di flussi di persone, di flussi turistici, di flussi migratori, di ecologia e di astronomia - a proprosito hai notato a quante cose si vorrebbe rinunciare con il suo studio? - ma è un coacervo di sapere cui giornalmente attingono giornali radio e TV, mass-media, network, giornali, la tua trasmissione di approfondimento preferita ecc. ecc. senza tralasciare la politica, la sociologia e quant'altro ancora ti può venire in mente. Basterebbe solo questo per difendere la cultura che ogni materia dello scibile (sapere) umano ha accumulato nei secoli per comprendere che non si rinuncia a nessuna di esse senza avere la consapevolezza di lasciare sul canpo, ed irrimediabilmente indietro, nozioni importanti e fondamentali.
Utilizza pure i tuoi strumenti e programmi ma sappi che il sapere ce lo hanno in mano e lo gestiscono altri, come chi li ha ideati, li costruisce e, soprattutto, sa come utilizzarli al meglio. Tagliare sulla conoscenza, come diceva Isaac Asimov, non fa altro che riportare la razza umana alla perdita delle nozioni elementari della conoscenza stessa. Si perde il sapere in parole povere. Meditaci un pochino di più e l'invito è rivolto anche e soprattutto a quella classe politica che ha dato prova di averci già (purtroppo) rinunciato da tempo. Distintamente un saluto da Giuseppina, che da 30 anni si sforza di trasmettere l'insegnamento della straordinaria materia della "GEOGRAFIA" e che dopo tutti questi sforzi dovrebbe convincersi che il suo è stato un lavoro inutile. Mi dispiace per tutti coloro che la pensano così e per le generazioni future che conosceranno sempre meno quello che c'è sul pianeta, ma scopriranno l'importanza sempre più importante della play station come strumento di arricchimento della cultura generale.

Da da Giuseppina da San Lucido a   27/01/2010 0.51

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

La decisione in questione fa parte di un piano ben preciso: rendere la popolazione italiana sempre più ignorante e pertanto progressivamente sempre più incline ad apprezzare la sottocultura, lo schifo, l'inutile che viene proposto dai soliti canali di "informazione" e di "intrattenimento" noti e palesi. Il "ministro" (sempre tra virgolette...) dell'istruzione dimostra ancora una volta la sua sudditanza ed il suo essere del tutto vassallo e compiacente al grande capo (sempre muinuscolo) che a sua voltra dimostra altrettanta ignoranza e superficialità nel tentare di fare il mestiere che meno gli si addice. Guidare uno stato come se fosse un'azienda; peraltro mediante la stessa corruzione, la stessa demagogia, lo stesso atteggiamento da comandante supremo (sempre minuscolo) dimostrando di essere ancora una volta solo un ometto. I veri Uomini di stato, il cui dovere è quello, essendo degni questo nome, sono coloro che fanno gli interessi della collettività. Il nostro ometto si comporta esattamente al contrario. Firmato Bruno Vialli

Da Bruno Vialli Bologna Italy a   27/01/2010 16.32

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Insegno nella secondaria di I grado e quest'anno, per rientrare nel tetto di spesa previsto per i libri, i ragazzi non avrebbero dovuto acquistare il testo di geografia.
In realtà i giovani studenti se lo sono procurato tutti di seconda mano ma io ho perso una grande occasione per impegnarmi di più e insegnare geografia attraverso le pagine dei quotidiani, la rete, la lavagna interattiva e quant'altro.
Aderisco volentieri all'appello anche se talvolta sono spaventata dalla mia stessa ignoranza, figuriamoci da quella degli alunni alcuni dei quali, almeno, rispetto a me viaggiano.

Da Maria- Bari a   31/01/2010 0.14

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Sarò forse un vecchietto malizioso e brontolone, ma un dubbio mi assale: abolire materie di studio come la geografia non
sarà dovuto - oltre alla necessità di risparmiare - anche al fatto cche un popolo ignorante è più facilmente governabile ?
Vi ringrazio per la vostra fatica, sperando che non sia vana. Ovviamente ho già firmato il vostro appello. Cordialmentr.

Da Valerio da Torino a   01/02/2010 16.26

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

La terra dove poggi i tuoi piedi è la Geografia / il muro che abbatti è la Geografia / la telefonata intercontinentale è la Geografia / il colore delle diverse pelli è la Geografia / la guerra che hai combattuto è la Geografia. Se ti costringono a farne a meno, è la vita di tutti noi che resta ferma. Nel buio della nostra caverna.

Da Salvatore Liguori da Roma (Italy) a   01/02/2010 16.26

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Roberto: il tuo ragionamento è chiarissimo ed è di una logica stringente: i nuovi strumenti tecnologici rendono inutile ed obsoleto l'apprendimento delle discipline ad essi sottostanti. Ma allora io allargo il discorso ad altre discipline: a che pro studiare ancora matematica, visto che con una calcolatrice ormai presente dovunque posso risolvere in un attimo qualsiasi problema di calcolo? A che pro insegnare ancora a scrivere in italiano, visto che ormai tutti scriviamo con Word, il cui correttore automatico è molto più bravo e preciso di qualsiasi insegnante e ci consente di esprimerci perfettamente e senza errori? E, in generale: a che pro studiare, visto che ormai fra Google, Wikipedia, ecc.ecc., con un computer da quattro soldi ho a disposizione tutto lo scibile umano in maniera rapida ed efficiente?

Da Lauro - ferrara a   01/02/2010 16.26

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Gentile Moderatore,
sabato 30/1/2010 ho inviato un post che, ad ora, non vedo pubblico. C'è qualcosa che non va?
Saluti
Nino

Da nino a   01/02/2010 16.57

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Non parliamo solo fra di noi. Cerchiamo di essere presenti sui canali che arrivano al grande pubblico. TV (programmi da selezionare....ma ogni ospitata sarà comunque utile), radio (sono molto ascoltate dai giovani), facebook.....
Ho insegnato geografia e scrivo "di" geografia dal 1977: non è mai stato facile promuovere questa disciplina fondamentale, anche perchè non abbiamo mai fatto una vera battaglia per difenderla.Forse, messi alle strette, si potrebbe iniziare ora.
Alida Ardemagni

Da alida ardemagni milano a   01/02/2010 16.58

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Non sono un insegnante di geografia ne' sono impegnato in attivita' lavorative che in qualche modo si collegano alla geografia, ma ritengo che geografia e storia siano materie importantissime ed irrinunciabili nella cultura delle persone. Dismetterle o indebolirne (ulteriormente) lo studio e' estremamente grave per tutti coloro che ne saranno "colpiti". Si tratta di perdite incolmabili per il loro futuro, perdite di cui ci renderemo conto e di cui si renderanno conto solo piu' avanti nella loro vita.

Da Alessandro de Struppi a   01/02/2010 16.58

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Ciao,
Sono un insegnante in pensione che ha sempre consideratro importantyissimo l'insegnamento dellsa geografia. Perciò ogi assisto con stupore allo scempio operato su questa materia da parte della Riforma Glmini: tutto questo non mi sorprende da parte di una classe dirigente che non si preoccupa affatto della Vera formazione dei giovasni, ma solo di vendere, magari qualche Tom Tom in più...Mala tempora currunt
Un insegnante pensionato, ma combattivo

Da Mauro Matteucci a   01/02/2010 16.59

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Un brevissimo messaggio per ringraziare tutti coloro che si stanno interessando alla questione e per scusarci con chi posta degli interventi di commento in questo spazio: il numero delle adesioni ha preso tutti un po' in contropiede (per fortuna!) e noi del sito stiamo facendo di tutto per "reggere il passo".
Ci rendiamo conto che qualche commento attende un po' troppo prima di essere pubblicato: ce ne spiace molto; ci potrebbe essere stato anche qualche inconveniente tecnico per cui qualche messaggio, che inizialmente risultava duplicato, non è più stato pubblicato. Vi preghiamo, in questo caso, di inserirlo nuovamente oppure inviarlo al nostro indirizzo di posta elettronica, che compare in alto a desta nella home page.
GRAZIE! (il gruppo di lavoro di Luogoespazio.info)

Da Tabusi a   01/02/2010 17.11

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

L'Europa sta facendo sforzi enormi per creare una cultura europea fondata sulla conoscenza e la condivisione delle culture locali, mentre in Italia si perde più tempo a divulgare le catenarie del "gossip" dei vip. L'Europa sta facendo sforzi economici consistenti per valorizzare, ad esempio, gli "itinerari culturali", quali la Via francigena o quella di Santiago, e tanta gente ci sta lavorando, ma cosa capiranno gli italiani del futuro se non sapranno dove cercare sulla carta geografica - non dico Chambord, Vercelli o Saragozza - ma almeno Santiago, Roma, o Canterbury.
Che tristezza! Stiamo superando anche il limite della "frutta"...
Grazie per quello che state facendo e... speriamo in bene.

Da Gianpaolo Gregori a   01/02/2010 23.19

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

La geografia è fondamentale nella scuola! Appoggio la vostra battaglia.

Da Marco a   02/02/2010 15.22

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Insegno storia e italiano nelle superiori e qualche volta (quando il dosaggio delle cattedre lo permette) anche geografia. Materia fondamentale non solo nella scuola ma nella vita. Come la storia serve a capire le società umane nel passato (e quindi anche la nostra nel presente), la geografia serve a capire le varie società nel mondo attuale, e non c'è nessun'altra materia nella scuola che dia gli strumenti per farlo, che permetta di conoscere e discutere ciò che accade attorno a noi nel presente - tenendo conto che i ragazzi non leggono neanche i giornali. Abolirla costituisce un altro passo nella distruzione della cultura di base degli italiani, in funzione di un progetto di dominio, basato sull'ignoranza diffusa, che questo governo sviluppa un giorno dopo l'altro con eccezionale coerenza mediante 5 o 6 reti televisive coordinate, la demolizione del sistema scolastico pubblico, la soppressione della ricerca scientifica di Stato.

Da Leo Gambino a   04/02/2010 0.00

cosa vuol dire istruzione???

sono una ragazzina di 12 anni...che vivo in un mondo in cui non vorrei vivere in un mondo del quale fanno parte solo degli ignobili ignoranti...pensate per esempio ministro dell'istruzione...perchè mettere come ministro dell'istruzione una defi[****]e a cui la scuola neanche piace, visto che, prima o poi ci ritroveremo a scola senza niente da fare, perchè adesso non ci sarà la geografia, ma sarà l'inizio, nell'espulzine di tutte le materie...cosa faremo a scula???? ci gireremo le dita?? perchè allora andarci??diventeremo un paese di incapaci, analfabeti masochisti...vi prego continuate a firmare...continuate a sperere continuate a sognare un mondo migliore...un mondo privo di persone menefreghiste ignoranti

Da chiara cesena a   04/02/2010 14.50

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

La geografia mi è sempre piaciuta, fin dall'elementari. Alle superiori ho avuto degli ottimi professori di geografia che hanno fatto si che questo interesse non scemasse, ma anzi aprisse nuovi orizzonti.. Ho sempre avuto la curiosità dei luoghi, delle origini dei luoghi, dei loro perché.. ma molti non lo hanno mai ritenuto essere importante, dandogli perciò un valore irrisorio.. Ma è alla base del mondo il comprendere oggi così com'è, come sta la terra.. E' impensabile e soprattutto deleterio che una materia così alla base della vita venga ridimensionata se non abolita! A che e a chi serve parlare della terra che sta male, se moltissimi non sanno nemmeno cosa esiste e in particolar modo perché esiste?! Oggi i disastri geografici sono un punto focale, ma quanti si chiedono perché succede e dove succede. Il Vajont, Sarno, gli tsunami, ora Haiti... invitano almeno a pensarci un pò, a meditare.. Mai farò opera di divulgazione più gradita!

Da Lucia S. a   04/02/2010 14.48

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Anzitutto complimenti per il sito e per la lodevole iniziativa. Sono un docente di scuola media e collaboro con il mondo della ricerca. Prima di tutto, però, sono un cittadino; in quanto tale vorrei solo fare qualche riflessione, oggi che è stata approvata dal Governo la riforma delle superiori.
Premesso che larga parte dei contenuti, delle iniziative, degli articoli e dei post di questo sito è largamente condivisibile, ricordo a tutti che questa iniziativa per l'insegnamento della Geografia (e per l'istruzione) giunge provvidenziale ma tardiva. Una prima avvisaglia si ebbe nel 2004, con la "Riforma Moratti", che eliminava dal curricolo della scuola media 1 ora di Geografia. per tacitare gli animi, che in realtà non si erano affatto agitati (tranne le solite associazioni), si disse che tale ore poteva essere recuperata (e la cattedra salvata) attraversa i LARSA, laboratori a carattere opzionale-facoltativo; non obbligatorio, quindi. Se molte scuole adottarono tale opzione, rendendola "obbligatoria", altre non lo fecero. Il Ministro Fioroni non riuscì a sanare tale situazione. Poi arrivò la Gelmini, che abolì anche i LARSA. La "riforma" dell'attuale ministro è andata (sta andando) avanti, con un unico obiettivo: risprmiare e rendere più ignorante la popolazione. Se questa è la politica del governo, cosa potrà fare una raccolta di firme? Io ho firmato, ma chiedo a tutti di non procedere in maniera sgangherata e in difesa del proprio orticello come si è fatto per contrastare (senza esito) i provvedimenti della Gelmini sull'istruzione primaria.
Chiedo che alla raccolta di firme che qui si promuove se ne aggiunga un'altra per il ripristino delle due ore di Geografia nella Scuola Secondaria di I Grado.
Per quanto riguarda, poi, il dibattito sull'"utilità" della Geografia, ben poco mi resta da aggiungere dopo i numerosi commenti fin qui pubblicati. Certo, il dibattito epistemolgico sulla "crisi della Geografia" è ormai annoso ( in Francia si tenta di definire la Gèohistoire), ma paradossalmente si è in un contesto in cui lo sviluppo tecnologico (si pensi al GIS, settore di cui mi occupo) permette approcci fino ad ora impraticabili o inediti e in cui il settore di studi sul territorio è uno dei più dinamici.
Tornando allo specifico scolastico, concludo affermando che le nuove tecnologie procurano ai ragazzi l'illusione che tutto sia in un click, a portata di mano (o di mouse). Ma è, appunto, solo un'illusione: impegnati attivamente in attività laboratoriali e di ricerca, gli alunni mostrano tutti i loro defit.
Nino

Da nino a   04/02/2010 17.49

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Salve,
sono una studentessa della scuola superiore Giorgio Vasari in provincia di Firenze e frequento l'ultimo anno. Posso solo dire che uno dei problemi più grandi che deve essere preso in considerazione è l'ignoranza. Come combatterla??? con la conoscenza e l'informazione. Noi giovani siamo il futuro, potremo fare tanto se solo ci fosse concesso e invece sta accadendo che chi ha i soldi va avanti con gli studi e chi invece non li ha a sufficienza è costretto a trovare il primo "lavoretto" che capita (ammesso e concesso che al giorno di oggi si trovi!!).Non lamentiamoci se poi fino ai 35 anni i figli stanno a carico dei genitori dato che non hanno i soldi per permettersi un'affitto bensì abbiano un lavoro che però non li remunera abbastanza!!! La delinquenza è sempre più diffusa, il bullismo cresce sempre più e questo perché?? Perché le persone non sanno dialogare e quindi il voler prevalere sull'altro porta alla violenza. La scuola è formazione, la scuola è il futuro di un paese intero!!! Sembra giusto quindi tagliare i fondi a questa istituzione, eliminare materie fondamentali come la geografia ma non ci lamentiamo poi se i cervelli migliori se ne vanno all'estero!! Mi chiedo se è giusto che i soldi che le nostre famiglie danno allo Stato vengano gestiti in maniera così superficiale da persone che vogliono unicamente fare il loro interesse!! Ma la risposta la conosco già...Tutto questo solo per dire che ringrazio di aver avuto la possibilità di studiare una materia come la geografia che oltre a farmi vedere dove si trova l'Italia(ahahah) è una disciplina che mi ha dato la possibilità di aprire la mia mente e vedere che oltre alla mia casa, alla mia famiglia e alle mie abitudini... c'è un mondo da scoprire ricco di vegetazioni, popoli, lingue, culture...Non permettiamo che le nuove generazioni non conoscano tutto questo perché si perderebbero una parte fondamentale della cultura...e come sappiamo la cultura è ciò che distingue un animale da un individuo!! =)
Canacci Chiara

Da chiara a   04/02/2010 23.16

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

In pochi giorni la petizione alla quale insieme a oltre 2538 firme ho aderito come si temeva non ha trovato alcuna considerazione presso chi doveva decidere del destino della scuola italiana in tutti i suoi indirizzi . Purtroppo la democrazia è solo un privilegio di pochi !! Io insegno Geografia da anni in un Istituto professionale per il turismo e adesso non mi rimane altro che sperare di raggiungere l'età della pensione il più presto possibille nell'attesa di un vagare peregrina daIstituti a Istituti per svolgere il numero delle ore necessarie alla formazione del monte orario Che il Signore mi assista! Della scuola italiana se nè fatto uno SCEMPIO . Temo per le generazioni future per le quali la cultura vera e propria sarà solo privilegio di pochi e di coloro che potranno frequentare Istituti e Università private, nonchè pagare costosi Master per far parte del mondo del lavoro. Ma a proposito e i sindacati che fanno? Quando Berlinguer ha proposto il concorsone tutti ci siamo ribellati e abbiamo fatto sentire la nostra voce Ma la Gelmini non ha niente altro da fare ! A lei il privilegio di passare alla storia come il Ministro che ha dato una svolta epocale al sistema scolastico ! Si ritiene nel giusto come pochi . nel mondo ! la vera ragione di tutto la saprà solo lei . Grazie per aver organizzato questo forum e speriamo in tempi migliori.

Da giuseppina a   05/02/2010 19.22

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Avevamo sperato tanto che con la raccolta delle firme qualcuno della commissione dei così detti saggi ' avrebbe pensato con più serenità e serietàl prima di varare la riforma ( con quale celerità è stata appro vata e con quale immediatezza verrà applicata dal prossimo anno scolastico 2010/2011 ) ma la Gelmini avrà qualche urgenza? Peccato ! non c'è maggior sordo di chi non vuol sentire. Non rimane altro che sperare nell'inserimento dell'insegnamento della geografia tra quelle inserite nella tabella delle materi escluse da i quadri obbligatori e sottoposta alla decisione compassionevole delle singole scuole. Ben povera cosa per una materia che è stata sempre denigrata Ma cè proprio tanto bisogno di fisica e chimica nei nuovi curriculi? Spero che non tutto sia stato inutile Comunque grazie per aver dato voce alle nostre perplessità e amarezze

Da Stella a   06/02/2010 0.45

Re: <font size="3">LA SCUOLA, LA GEOGRAFIA E IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI. OVVERO “TAGLIA CHE TI PASSA!”</font>

Hello,
First of all, I appologize because I post in English language, but I am a very poor speaker of italian language. I am an European who lives in US and I heard about this petition. This process starts in Switzerland and Italy and I am afraid that soon it will generalize to other countries from Europe and world wide. First of all, I consider Geography and History parts of the identity of each nation. Our kids will forget who they are and from where they came from...This ignorance will cost us much later, when the goverments will realize the issue but it will be too late. No country will save her economy taking off the Geography from schools. this is a false problem.
Dr. Roxana Giusca

Da DR a   28/08/2010 15.59

Nome:
Titolo:
Commento:
Codice di Sicurezza
Inserire il codice visualizzato sopra nel campo sottostante
Aggiungi Commento    Annulla  
Benvenuti in luogoespazio.info

Luogoespazio.info è uno spazio di informazione e approfondimento curato da studiosi e studiose universitari/e di diverse branche della geografia (geografia umana, economica, culturale, analisi spaziale e territoriale, geopolitica ecc.).
Si pone l'obiettivo di dare un contributo alla conoscenza e alla comprensione dei processi spaziali alle diverse scale, guardando all'attualità e fornendo un supporto "esperto" e costruttivo per il futuro; in coerenza con questo obiettivo mette idee, elaborazioni e informazioni al servizio della disciplina e della pubblica opinione.

come proporre articoli

E' possibile proporre per la pubblicazione articoli brevi (2.000/6.000 battute) inviandoli all'indirizzo

indicando l'Università di appartenenza e allegando una dichiarazione di originalità dell'articolo stesso. Il gruppo di lavoro valuterà rapidamente l'articolo proposto e contatterà l'autore ai recapiti inviati.

CopyLeft (cL) www.luogoespazio.info (placeandspace.info) [citare questa fonte]   |  Dichiarazione per la Privacy  |  Condizioni d'Uso