sabato 21 ottobre 2017     |


Geografia e attualità

Inviato da: M T
21/10/2009 8.47

 

Note critiche ai Percorsi di formazione degli insegnanti

di SM ed Enrico Squarcina

 

A un anno esatto dal montare dell’Onda, molti argomenti riguardanti l’impropriamente definita “Riforma Gelmini” si sono vicendevolmente alternati la palma della copertura mediatica. Uno tra i molti rimasti in perenne seconda fila riguarda la questione della formazione degli insegnanti. In particolare, con decreto Ministeriale 30 luglio 2008, è stato istituito un “Gruppo di Lavoro per la formazione del personale docente” il cui frutto è stata la redazione dei Percorsi di formazione degli insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado (http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Dossier/Formazione%20Insegnanti/Relazione_generale.pdf). Documento sul quale si dovrebbero costruire i testi legislativi che regoleranno la materia.

 

 

Nelle osservazioni generali e preliminari si dichiara che tali nuovi percorsi tenderanno ad un rafforzamento delle conoscenze disciplinari; in realtà, per quanto riguarda la geografia, ciò sembra essere contraddetto dai fatti. Limitando, in questa breve nota, la lettura unicamente alla formazione degli insegnanti della scuola primaria, si prevede un Corso di Laurea a ciclo unico della durata di 5 anni, in sostituzione dell’attuale Corso di Laurea di vecchio ordinamento di 4 anni, introducendo il sistema dei Cfu. In realtà alla maggiorazione nella durata del corso di laurea non corrisponde una formazione disciplinare maggiore. Perché nei 5 anni sono compresi gli insegnamenti che permettono l’abilitazione per il sostegno, precedentemente aggiuntivi al normale curriculum formativo.

 

Inoltre la struttura del Corso di Laurea risulta irrigidita da un massimo di 29 insegnamenti, più uno a scelta fra tutti quelli impartiti da tutti gli atenei italiani. Si prevede così la soppressione di molti tra gli insegnamenti ex-semestrali che permettevano agli studenti di approfondire alcune materie o ambiti disciplinari. In questo quadro per la geografia si prevedono solo 8 crediti, più uno da maturare frequentando un laboratorio geografico, quando nel precedente Corso di Laurea erano previsti, nella maggior parte degli atenei, un insegnamento annuale obbligatorio di geografia e uno semestrale facoltativo di didattica della geografia, ai quali si affiancava la possibilità di frequentare laboratori didattici di geografia.

 

La discriminazione della geografia appare ancora più palese se si considera che, a fronte del fatto che le ore settimanali di geografia nella scuola primaria sono rimaste due, come quelle di scienze, storia, lingua inglese, i cfu di queste discipline nel corso di laurea sono rispettivamente: 26 per scienze, 16 per storia e 8+2 per lingua inglese. Inoltre nell'ultima bozza della "Commissione Israel", alla geografia, su indicazione del CUN, è stato affiancato (pur non aumentando il numero di cfu) il settore GEO/04 che corrisponde a geografia fisica e geomorfologia, consentendo così anche ai  geografi fisici di insegnare geografia all’interno del Corso di Laurea e contraddicendo l’impostazione strettamente umana della disciplina nella scuola primaria.

 

E’ prevedibile che a questa relativa scarsezza di formazione geografica degli insegnanti, corrisponderà una progressiva diminuzione della qualità d’insegnamento e, conseguentemente, un’ulteriore marginalizzazione della disciplina. Questo a fronte di un quadro internazionale che nell’ultimo decennio, almeno relativamente all’Europa, ha mostrato un deciso incremento del peso della geografia nel curricolo e una ricca riflessione circa gli strumenti e i metodi dell’insegnamento della nostra disciplina. Il rischio che corriamo, in questa condizione, è sia una contrazione spaziale sia una perdita di senso del luogo della nostra disciplina all’interno del bagaglio conoscitivo degli insegnanti.

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5 commenti...

Re: <font size="3">MA IN CHE LUOGO E' E CHE SPAZIO HA L'INSEGNAMENTO DELLA GEOGRAFIA?</font>

Anche in Francia c'è un dibattito di questo genere: vide
http://sites.radiofrance.fr/chaines/france-culture2/emissions/planete/fiche.php?diffusion_id=79880&pg=avenir

Da Claire a   24/01/2010 16.06

Re: <font size="3">MA IN CHE LUOGO E' E CHE SPAZIO HA L'INSEGNAMENTO DELLA GEOGRAFIA?</font>

Sono un'insegnante di geografia indignata e avvilita dalle continue ingiustizie cui ho assistito, anche a mio discapito, durante la mia carriera scolastica.
Ho condotto per anni la battaglia per dare autonomia alla materia nei tecnici ad indirizzo economico, dove la geografia era inglobata e confusa con le discipline scientifiche e tutto era nelle mani dei presidi.Vincitrice di concorso, con laurea in scienze geologiche, appassionata nel mio lavoro di insegnante di geografia, devo sopportare che , nel biennio del liceo insegnano (programmi brocca) docenti laureati in lettere che sono stati bocciati al concorso o addirittura non sono stai ammessi pr non avere il requisito d'accesso al concorso(due geografie nel piano di studi) mentre io ho dovuto sempre arrabbattarmi tra due e tre istituti tecnici e professionali per racimolare le 18 ore senza avee il diritto di mettere piede al licepo...sono indignata...oggi ci tongono , a noi specilaisti, anche lo spazio nei tecnici!!!

Da Maria Camera a   01/02/2010 0.09

Re: <font size="3">MA IN CHE LUOGO E' E CHE SPAZIO HA L'INSEGNAMENTO DELLA GEOGRAFIA?</font>

Sono un'insegnante di geografia, presso un istituto per geometri, di ruolo da 33 anni, abilitata in "scienze naturali, geografia, chimica e merceologia. Nella mia carriera ho assistito alle varie riforme che mi hanno, di volta in volta," scipata" dell'insegnamento di: merceologia(bellissima disciplina, amata dagli studenti); geografia economica, chimica. E' incredibile l'impoverimento culturale della nostra popolazione, grazie ai governanti pseudo- saccenti. Per un misero risparmio nella finanziaria! Perchè non pensano di risparmiare rinunciando a tutti i loro privilegi?

Da Simona a   01/02/2010 19.48

Re: <font size="3">MA IN CHE LUOGO E' E CHE SPAZIO HA L'INSEGNAMENTO DELLA GEOGRAFIA?</font>

Gentile Maria
lei solleva giustamente il problema difficile da affrontare delle classi di concorso e della relazione tra insegnamento delle discipline e percorsi formativi. Fortunatamente la scuola primaria, ultimo luogo e spazio per l'insegnamento della geografia con metodo e innovazione, non è toccata da questo problema. Forse l'ottica dalla quale vedere e interpretare il problema è quella complessiva della scuola secondaria, come saprà bene sono molti anni che i legislatori ci provano, ma spesso senza una chiara visione del tutto.
Non lo dico per consolarla, ma solo per darle un ulteriore motivo per rilflettere, tra di noi c'è chi laureato con più di un paio di esami di geogarfia, dottore di ricerca, con decine di pubblicazioni e con anni di esperienza che, legalmente, non potrebbe insegnare geografia nelle secondarie di primo grado o in molte secondarie di secondo grado, pensi un pò!
a presto e grazie
luogoespazio.info

Da Malatesta a   01/02/2010 17.29

Re: <font size="3">MA IN CHE LUOGO E' E CHE SPAZIO HA L'INSEGNAMENTO DELLA GEOGRAFIA?</font>

Leggo e concordo pienamente!ma che indirizzo amministrazione e marketing vogliamo creare se togliamo la geografia economica? quella geografia che fa capire la sostenibilità economica del territorio senza la quale dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile (che sono ambiente società ed economia) l'economia si continuerà a definire l la "grande assente"! Certo, che marketing si farà ...o meglio che green.marketing si farà se non si capirà nulla dell'equilibrio ambientale,....della differenza fra costo e danno ambientale che solo nei programmi IGEA del quinto anno vengono approfonditi?ma in un'ottica di non professionalità scolastica in realtà capita pure questo!....altro che competenze per far conseguire all'azienda una certificazione di qualità........e magari perchè no l'EMAS o l'ISO 14000?.... altro che togliere la geografia economica che poggia proprio le basi per queste competenze!.... e invece cosa si fa? proprio questo che nel settore amministrazione e marketing mi sembrerebbe forse un punto di forza....quasi "fondamentale" e magari anche un pò in sintonia con i principi di sostenibilità mondiale!....... INVECE CHE ADEGUARE I PROGRAMMI MINISTERIALI A COMPETENZE SPECIFICHE DI ECOCOMPATIBILITA' NEI PROCESSI PRODUTTIVI (guarda caso nati in Giappone e studiati proprio in geografia economica.....!!!!!) e magari implemetarli su temi così attuali e di vitale importanza in un mondo dove solo il rapporto fra ambiente ed economcia può portare al miglioramento continuo del processo!!!....... SI ELIMINA!...ma poi non stupiamoci se vengono manger con altre competenze in materia do comtatibilità ambietale dei proceddi produttivi per esempio dall'India!....grazie per l'attenzione Rita Nieddu

Da Rita Nieddu (messaggio inviato in origine il 13/2) a   03/03/2010 20.03

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